Probabilmente introdotto nei Colli Berici già nel tredicesimo secolo attraverso i canonici di Barbarano in contatto con i vescovi di Avignone, il Tai Rosso si è ambientato perfettamente in questo territorio, tanto da essere considerato un vitigno autoctono. Anche se negli anni ha subito svariate modificazioni, costituendo biotipi diversi rispetto al vitigno di origine, sotto il profilo genetico-ampelografico questa varietà è sinonimo di Grenache, Alicante, Garnacha, Cannonau.
Se vinificato tradizionalmente, il Tai Rosso dà un vino facile da bere, di colore rosso rubino chiaro, con un profumo accentuato caratteristico e un sapore fruttato e floreale.
L’obiettivo di Qualithos tuttavia è quello di elevare lo status del Tai Rosso, producendo un vino importante, con una maggior struttura e una più ricca complessità gusto-olfattiva, pur preservando l’eleganza e la freschezza che contraddistinguono la varietà. Per giungere a questo comune obiettivo le aziende Qualithos hanno stilato un codice di autodisciplina che prevede numerosi parametri da rispettare, tra cui un’attenta scelta dei terreni, basse rese in vigneto, maturazione ottimale, un periodo di affinamento in legno e l’imbottigliamento non prima di 12 mesi dalla vendemmia. Questo per arrivare ad un vino di color rubino intenso e vivace in gioventù, che tende al granato con l’invecchiamento. Al naso si presenta con delicato, complesso, con sentori di lampone, ribes, ciliegia e spezie varietali (pepe, liquirizia), mentre il sapore è ampio e strutturato, si avverte la mineralità, con freschezza e tannicità in equilibrio.